I social media non sono più passatempi, ma le nuove piazze pubbliche. È lì che i cittadini si informano, discutono e si sentono coinvolti.
Per una Pubblica Amministrazione, però, gestire questi canali non è semplice come per un privato o un'azienda. Ci sono regole di trasparenza da rispettare, la privacy da tutelare e, soprattutto, una carenza di tempo e personale. Come fare, quindi, a presidiare i social in modo professionale e coerente con l'immagine che l'Ente vuole trasmettere?
L'errore più comune che un Ente pubblico può commettere è la cosiddetta "sindrome della bacheca". Consiste nel prendere una delibera di giunta, un avviso, un'ordinanza e pubblicarle con lo stesso linguaggio formale e burocratico presente sul sito istituzionale.
I social hanno un linguaggio e dei formati propri, fatti di:
- Immediatezza: Testi brevi e concetti chiari.
- Visual: Immagini e video che catturano l'attenzione in un secondo.
- Utilità: Il cittadino che visita gli account social dell'Ente vuole trovare subito l'informazione importante, quella che per lui/lei fa la differenza, senza dover leggere testi lunghi o comprendere un linguaggio complesso.
I social della PA funzionano quando non sono la replica del sito o delle bacheche istituzionali ma diventano uno strumento di servizio per semplificare la vita delle persone.
Le 3 grandi sfide della PA sui Social
Gestire la comunicazione social istituzionale spaventa molti amministratori e dipendenti pubblici. Le paure principali sono tre:
1. La conoscenza dei sistemi gestionali di Meta: il Business Manager e la Business Suite
La gestione tecnica dei canali social non può essere lasciata al caso o all'improvvisazione. Spesso le pagine sono create e gestite attraverso i profili personali dei dipendenti, senza il collegamento ad un Portfolio business.
Un altro errore strutturale è la creazione di account personali "fittizi" (i cosiddetti profili fake) per gestire la pagina del Comune. Meta (la holding che controlla Facebook e Instagram) applica regole e controlli automatizzati estremamente rigidi su questo fronte:
I profili devono appartenere a persone reali, pena il rischio di ban permanente.
2. La gestione dei commenti e dei "troll"
"Se apriamo la pagina Facebook, i cittadini la useranno solo per lamentarsi o insultare." Questa è una paura reale e rappresenta una sfida. La soluzione non è ignorare i social, ma dotarsi di una Social Media Policy chiara. Si tratta di un piccolo regolamento pubblico in cui l'Ente stabilisce le regole della conversazione (no insulti, no politica, sì al confronto costruttivo). Chiaramente per una PA non è sempre possibile avere una risorsa interna disponibile a moderare i commenti delle persone o a rispondere ai messaggi ricevuti sui social. Avere una policy è comunque un primo passo, così come creare delle risposte automatiche ai messaggi che reindirizzino in modo chiaro le persone verso i canali istituzionali più idonei (URP, segreteria, ecc…)
3. La mancanza di tempo e di personale dedicato
I dipendenti comunali sono già sommersi da adempimenti, pratiche e scadenze. Chiedere loro di diventare anche social media manager, creando grafiche per Instagram, post per Facebook e messaggi per Telegram, rischia di diventare davvero un onere insostenibile.
La soluzione: Automazione Intelligente e Regia Unica
Utilizzare una piattaforma integrata come DICO riduce queste problematiche.
Invece di accedere singolarmente a ogni piattaforma per pubblicare lo stesso avviso, la svolta per i Comuni è l'adozione di un sistema di regia unica, esattamente come quello offerto da DICO.
L'approccio ideale si riassume in tre step:
- Un solo inserimento: L'operatore dell'Ente scrive il messaggio una sola volta sul portale.
- Declinazione automatica: Il team di DICO adatta il testo e lo ottimizza per i diversi canali (il post per Facebook, il messaggio istantaneo per WhatsApp e Telegram).
- Distribuzione multicanale: L'informazione raggiunge contemporaneamente tutti i cittadini, ovunque essi preferiscano riceverla, mantenendo lo stile professionale e l'uniformità del contenuto.
In questo modo, anche la gestione dei social non richiede più una risorsa dedicata h24, ma diventa un processo standardizzato che richiede pochissimi minuti per la PA e consente la distribuzione del messaggio nella forma corretta e coerente su più canali contemporaneamente.
I Social come costruttori di fiducia
Un Comune che comunica bene sui social è un Comune che viene percepito come vicino, trasparente e moderno. Riduce le code agli sportelli (perché le informazioni chiare evitano che il cittadino debba telefonare per chiedere chiarimenti) e aumenta il senso di sicurezza e appartenenza alla comunità.
Abbracciare i social media nella Pubblica Amministrazione non è più un lusso, ma un'occasione per creare un legame forte con i cittadini.
DICO.ONLINE